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[event] L’alterità e il paesaggio: i film sperimentali di Marco G. Ferrari

  • Nuovo Cinema Aquila 66 Via l'Aquila Roma, Lazio, 00176 Italy (map)

Martedì 30 maggio 2017
Ore 20.30 – 22.30
Ingresso gratuito

Nuovo Cinema Aquila
Via l’Aquila 66
Roma, Italia 00176

Il nostro collegamento con l’un l’altro e con la natura cresce sempre più fragile alla luce delle preoccupazioni e delle tensioni sociali e ambientali che aumentano di giorno in giorno. Potrebbe essere che il processo di creazione ed esibizione dell’immagine cinematografica possa procurare un mezzo per una comprensione più approfondita e, dunque, un riavvicinamento al mondo che ci circonda? Marco G. Ferrari presenterà una sequenza di film sperimentali e un work-in-progress, lavori che si agganciano all’idea paradossale di rappresentare la diversità e al contempo il desiderio che questa differenza scompaia.

Programmazione:
- Ferragosto. Italia 2013. Durata 6’. (esterno, ciclo continuo)
- Velodrome. USA 2012. Durata 4’. 
- D(z)iga. Svizzera 2012. Durata 4’. 
- Resti. USA 2014. Durata 11’.
- Skyway. USA 2013. Durata 23’.
- Spirit Level. India 2016–17. Durata 31’.
- Spazio comune (lavoro in corso). Italia 2017. Durata 10’.

Marco G. Ferrari è un artista e regista Italo-Americano che per l’anno vive al Pigneto e insegna cinema a John Cabot University. Realizza film, installazioni artistiche, immagini digitali, musica e performance con proiezioni di video, che esplorarono i rapporti con il luogo e il tempo, per indagare come l’identità venga costruita attraverso tensioni derivanti dai nostri legami o dall’assenza di connessioni con gli ambienti edificati e naturali. Spesso individua paesaggi culturali che sono stati segnati dal vuoto, e li tratta come agenti all’interno di un contesto sociale, con una storia complessa. Adopera questi luoghi come se fossero personaggi e registra rapporti fra di essi, con le persone, le strutture e gli elementi naturali con cui interagiscono. Mescolando tecniche proprie dei documentari e dei film di finzione, l’opera di Ferrari proietta narrazioni esterne di assenza e presenza per suscitare una narrazione interna di alienazione. La tensione fra queste narrazioni solleva interrogativi riguardanti la struttura della cultura e la natura del pensiero, e mette in luce le qualità di un’esperienza comune. Allo stesso tempo, queste opere danno spazio a qualcosa di misterioso. Questa tensione narrativa, prodotta attraverso l’uso poetico della macchina da presa, le composizioni ridotte al minimo e le proiezioni video all’interno di contesti diversi a livello di spazio, produce un’esperienza al contempo meditativa e straniante, ma in ultima analisi umana. Nel sostenere un “cinema di imperfezione” che rivela la materialità dell’immagine, l’opera di Ferrari si prefigge di andare oltre la realtà percepita come evidente per approdare a un luogo di plasticità visiva e di sublime esperienza emozionale.

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Organizzatori
Spazio Comune Cinema Aquila
Ferrari Studios
Cinema Aquila
Municipio Roma V